Le nuove tipologie di intervento Certificati Bianchi ampliano le possibilità da valutare per le imprese che investono nell’efficienza energetica. Tra le novità della Guida Operativa 2026 assume particolare interesse l’acquisto di macchine operatrici a trazione elettrica o alimentate da uno o più combustibili, oggi presente tra i Progetti Standardizzati del meccanismo.
L’elenco delle tipologie ammissibili non è statico: il GSE può valutare anche progetti relativi a interventi non ancora presenti negli elenchi previsti dal D.M. 21 luglio 2025, secondo la procedura prevista dalla disciplina.
Il 29 luglio 2026 il GSE ha pubblicato la nuova Guida Operativa dei Certificati Bianchi, approvata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica con il Decreto direttoriale n. 203 del 28 luglio 2026. Il documento dà attuazione alle novità introdotte dal D.M. 21 luglio 2025 e aggiorna il quadro per la presentazione e la valutazione dei progetti di efficienza energetica.
Per le aziende che acquistano o rinnovano mezzi d’opera e mezzi operativi, il punto da osservare non è però il semplice acquisto della macchina. I Certificati Bianchi, o Titoli di Efficienza Energetica, sono legati al risparmio di energia primaria addizionale generato dall’intervento e certificato secondo le regole previste dal meccanismo.
In questo articolo vedremo cosa cambia con le nuove regole dei Certificati Bianchi, quali opportunità riguardano le macchine operatrici, quali requisiti deve rispettare un progetto e come verificare l’accesso ai TEE prima di effettuare l’investimento.
Nuove tipologie di intervento Certificati Bianchi: cosa cambia con le linee guida GSE
La nuova Guida Operativa dà attuazione alla disciplina introdotta dal D.M. 21 luglio 2025 e aggiorna strumenti e indicazioni per l’accesso al meccanismo.
Uno degli elementi da osservare è l’aggiornamento dell’elenco dei Progetti Standardizzati, PS, accompagnati dalle relative schede tecniche.
Tra le tipologie presenti figurano sistemi di illuminazione a LED, motori elettrici ad alta efficienza, impianti per la produzione di aria compressa, bolletta Smart, interventi sul sistema propulsivo delle navi, flotte di veicoli ibridi ed elettrici alimentati da energia rinnovabile, sistemi di segnalazione e gestione efficienti e macchine operatrici a trazione elettrica o alimentate da uno o più combustibili.
Per le imprese, la presenza di una scheda PS dedicata alle macchine operatrici fornisce un riferimento specifico per valutare questa tipologia di investimento all’interno del meccanismo.
Nuove tipologie di intervento Certificati Bianchi: focus sui mezzi d’opera
L’aggiornamento amplia e struttura il quadro degli interventi che possono essere valutati attraverso Progetti Standardizzati.
Il Progetto Standardizzato quantifica il risparmio energetico addizionale attraverso un algoritmo di calcolo e la misura diretta di un campione rappresentativo dei parametri di funzionamento, nella configurazione precedente e successiva all’intervento. I risultati ottenuti sul campione vengono poi estesi al perimetro del progetto secondo la metodologia approvata.
Questo modello risulta particolarmente interessante per interventi replicabili, come può accadere quando un’impresa rinnova più mezzi con caratteristiche e condizioni operative confrontabili.
La standardizzazione, però, non significa assenza di misure o accesso automatico ai TEE. Il progetto deve rispettare i requisiti della specifica scheda e dimostrare il risparmio energetico previsto.
Certificati Bianchi per mezzi d’opera e macchine operatrici: la novità per le aziende
La nuova scheda apre uno spazio specifico per le imprese che utilizzano macchine operatrici, mezzi operativi e mezzi d’opera nelle proprie attività.
La tipologia individuata dal GSE riguarda l’acquisto di macchine operatrici a trazione elettrica o alimentate da uno o più combustibili.
Questo significa che l’investimento in un nuovo mezzo può essere analizzato per verificare se possiede le condizioni necessarie per rientrare nel meccanismo dei Certificati Bianchi.
Per approfondire nello specifico l’applicazione del meccanismo alle macchine operatrici, puoi leggere anche “Certificati Bianchi 2026 per macchine operatrici: come funziona l’incentivo GSE”.
Il punto centrale resta il risparmio energetico. Non basta sostituire una macchina vecchia con un modello nuovo: occorre dimostrare, secondo la metodologia prevista, che il progetto produce un risparmio addizionale di energia primaria.
Quando un investimento è incentivabile con i TEE
I Certificati Bianchi non devono essere letti come uno sconto applicato al prezzo della macchina.
Il meccanismo riconosce titoli in relazione ai risparmi energetici ottenuti attraverso un intervento ammissibile. Per questo, prima di acquistare un nuovo mezzo, è necessario verificare almeno tre elementi:
- l’ammissibilità dell’intervento rispetto alla scheda applicabile;
- la possibilità di costruire la baseline e misurare le grandezze richieste;
- il raggiungimento della soglia minima di risparmio prevista.
La verifica dovrebbe avvenire prima dell’avvio dell’intervento, non quando il nuovo mezzo è già operativo. In questo modo è possibile capire in anticipo quali dati, misure e documenti saranno necessari.
Quali requisiti devono rispettare i progetti
Per i Progetti Standardizzati la soglia minima generale è pari a 5 TEP di risparmio energetico addizionale nei primi 12 mesi del periodo di monitoraggio, salvo diversa indicazione contenuta nella specifica tipologia PS approvata. Per i Progetti a Consuntivo la soglia generale è invece pari a 10 TEP.
Un aspetto importante è che la soglia riguarda il progetto nel suo complesso. Se il progetto comprende più interventi, la dimensione minima viene verificata sull’intero progetto di efficienza energetica.
Questo punto è particolarmente rilevante nel caso dei mezzi operativi: a seconda delle caratteristiche dell’intervento e delle condizioni della scheda applicabile, il progetto può comprendere più macchine che concorrono al risparmio complessivo.
Baseline, misure e monitoraggio
Per stabilire quanto consuma in meno il nuovo mezzo serve un termine di confronto.
La baseline rappresenta il riferimento rispetto al quale viene determinato il risparmio energetico addizionale. Il progetto deve inoltre prevedere le grandezze da rilevare e gli strumenti necessari alla misurazione.
Nel metodo standardizzato, il calcolo utilizza un algoritmo e le misure effettuate su un campione rappresentativo, secondo il progetto e il programma approvati dal GSE.
Il monitoraggio non è quindi un passaggio accessorio: è ciò che permette di trasformare il minor consumo energetico in un risparmio misurabile e, quando ricorrono tutti i requisiti, in TEE.
Durata dei Certificati Bianchi e vita utile degli interventi
La durata dei Certificati Bianchi dipende dalla vita utile associata alla specifica tipologia di intervento.
Non bisogna quindi applicare una durata identica a qualsiasi progetto. La vita utile è definita dalla disciplina e dalla documentazione applicabile alla tipologia di intervento.
La nuova disciplina modifica anche la distribuzione dei Certificati Bianchi nel tempo. Al momento della presentazione della domanda, il soggetto proponente può richiedere l’applicazione del fattore K1 = 1,5 nella prima metà della vita utile del progetto. Nella seconda metà viene applicato il fattore K2 = 0,5.
In questo modo una quota maggiore dei TEE viene riconosciuta nella prima parte della vita utile, senza aumentare il numero complessivo dei titoli associati ai risparmi conseguiti.
Il principio è importante: l’anticipazione non aumenta il numero complessivo dei titoli spettanti. Modifica la loro distribuzione nel tempo, concentrandone una quota maggiore nella prima parte della vita utile del progetto.
Per un’impresa che sta valutando l’investimento, durata e distribuzione dei titoli devono quindi essere considerate già durante l’analisi economica, insieme al risparmio energetico previsto.
Schede tecniche Certificati Bianchi: dove trovare quelle dedicate ai mezzi operativi
Le schede tecniche Certificati Bianchi relative ai Progetti Standardizzati definiscono il quadro da seguire per una determinata tipologia di intervento.
La documentazione serve a identificare elementi come il perimetro del progetto, i parametri da considerare, le misure richieste e la metodologia per determinare il risparmio energetico.
Tra le schede PS pubblicate con l’aggiornamento 2026 è presente quella dedicata all’acquisto di macchine operatrici a trazione elettrica o alimentate da uno o più combustibili.
Prima di ordinare o ricevere una nuova macchina, diventa quindi utile verificare la scheda applicabile e raccogliere i dati necessari.
Come presentare un progetto GSE per ottenere i Certificati Bianchi
L’accesso ai GSE TEE richiede un percorso tecnico che parte prima della richiesta dei titoli.
Una prima analisi permette di verificare l’investimento previsto, le caratteristiche dei mezzi e la tipologia di progetto applicabile. Segue la verifica dell’ammissibilità e dei dati disponibili per costruire baseline e programma di misura.
Il progetto viene quindi predisposto e presentato secondo le modalità previste. Dopo l’intervento, le grandezze necessarie al calcolo dei risparmi vengono monitorate e rendicontate.
Le richieste di verifica e certificazione dei risparmi fanno riferimento, di norma, a un periodo di monitoraggio annuale e devono includere i dati delle misure, l’algoritmo di calcolo approvato e la documentazione richiesta.
Il percorso può essere sintetizzato in cinque passaggi: analisi preliminare, verifica dell’ammissibilità, presentazione del progetto, monitoraggio e richiesta dei TEE.
Affidarsi al servizio di consulenza Tecno
Quando un’impresa programma l’acquisto, la sostituzione o l’ampliamento del proprio parco mezzi, il momento in cui viene effettuata la verifica può fare la differenza.
Tecno supporta le aziende nell’analisi preliminare dell’investimento, nella verifica dei requisiti, nella predisposizione della pratica e nella gestione dell’iter previsto per il riconoscimento dei Certificati Bianchi.
L’obiettivo è capire prima della consegna dei mezzi se il progetto presenta le caratteristiche necessarie e quali dati devono essere raccolti per documentare il risparmio energetico.
FAQ Certificati Bianchi per mezzi d’opera
I Certificati Bianchi sono un contributo per acquistare una macchina operatrice?
No. Il meccanismo non riconosce automaticamente un contributo sul prezzo di acquisto. I TEE sono collegati al risparmio energetico addizionale prodotto da un intervento che rispetta i requisiti previsti.
Qual è la soglia minima per un Progetto Standardizzato?
La soglia generale è pari ad almeno 5 TEP di risparmio addizionale nei primi 12 mesi di monitoraggio, salvo una diversa indicazione prevista dalla specifica tipologia PS.
I 5 TEP devono essere raggiunti da una sola macchina?
Non necessariamente. La dimensione minima viene verificata sul progetto complessivo. Quando il progetto comprende più interventi, il GSE considera la dimensione dell’intero progetto, nel rispetto delle condizioni previste dalla specifica scheda.
Quali macchine possono essere valutate?
Tra i Progetti Standardizzati pubblicati nel 2026 è presente l’acquisto di macchine operatrici a trazione elettrica o alimentate da uno o più combustibili. L’effettiva ammissibilità dipende dalle caratteristiche dell’investimento e dai requisiti della scheda applicabile.
Quando bisogna verificare l’accesso ai Certificati Bianchi?
È opportuno effettuare l’analisi prima dell’avvio dell’intervento e della consegna dei mezzi, così da verificare requisiti, dati disponibili e modalità di monitoraggio prima che il progetto sia realizzato.